Boss in Trans – lation!

Ho visto Dogman al cinema. Un film bellissimo, dolente e struggente. L’attore protagonista Marcello Forte è calabrese, di Melito Porto Salvo, Reggo Calabria.Non sono mai stata a Melito  e mi sono dedicata a leggere un po’ di informazioni qui e là in internet.

I risultati della mia ricerca su internet su Melito Porto Salvo

Melito Porto Salvo sembra essere una delle decine di paesini calabresi affacciati su un mare splendido, immersi in una natura selvaggia ma generosa e con zero possibilità di riscattare un destino amaro e desolato.Dalle foto che ho raccolto vedo una bella piazza con una chiesa, proprio a ridosso della spiaggia, qualche vecchia casa in pietra bianca e portoni ad arco e poco altro; il resto è un susseguirsi di case disordinate, brutte, lasciate a metà.

melito

Le altre foto che uscivano sul web, quando digitavo il nome di Melito Porto Salvo, erano, ahimè, foto segnaletiche. Di ‘ndranghetisti originari del posto e di un branco di ragazzotti, figli della “Melito bene” ( che vorrà, immagino, dire figli di ‘ndranghetisti o vicini alla ‘drangheta) che hanno stuprato una ragazzina. Così adesso Marcello Forte, con quegli occhi dolci e grandi e il fisico minuto e fragile, potrà regalare un po’della sua buona reputazione al suo paese  e quando in futuro si digiterà il nome di Melito Porto Salvo, insieme alle foto segnaletiche, uscirà anche la sua, in smoking con la coppa di Cannes.

Povera la mia Calabria e tutti questi suoi figli persi nel malaffare

Comunque sia, di foto segnaletica in foto segnaletica l’occhio mi cade su una cosa strana: la foto di Rocco Papalia, della famigerata ‘ndrina di Reggio Calabria, con accanto una bella signora bruna fresca di parrucchiere: occhiali stilosi, filo di perle e vestito a fiori. Sua sorella? Sua figlia? No: Rocco Papalia versione trans!

Per fortuna ora arriva Klaus Davi

Wow mi son detta, chi è il genio che ha affisso in Calabria manifesti con tutti i boss in versione femminile, travestiti da femmina? Risposta: Klaus Davi. Domanda successiva: cosa c’entra Klaus Davi, che è un giornalista e pubblicitario svizzero, opinionista nel programma “Non è l’Arena” nonché curatore di immagine di politici nazionali con la Calabria?

C’entra perché Klaus, oltre a sfidare il potere mafioso con questi divertenti cartelloni dei boss in versione lady, ha anche offerto la sua candidatura a sindaco di San Luca.

San Luca è il paesino calabrese della Festa della Madonna di Polsi, delle cosche mafiose dei Pelle  Vottari, quelli che hanno diciamo così “movimentato” le sere d’estate di Duisburg in Germania con qualche omicidio in pizzeria. A San Luca il sindaco non c’è, non può essere eletto. Perché o è emanazione della ‘ndranghet,a e quindi il comune viene sciolto, o passerebbe dei guai seri. C’è un commissario per gli affari correnti e tutti i cittadini sono contenti.

Ma Klaus Davi, gay dichiarato tra  l’altro, e in un paese devotissimo della Madonna questo conta, ha deciso di spezzare la catena di omertà e di candidarsi; con l’appoggio, dice, dei suoi amici Lapo Elkann e Massimo Gilletti. Ma i San Luchesi, o come si chiamano loro, non lo vogliono! Lui comunque a radio Duisburg conferma l’impegno, che inizierà il 27 giugno con la campagna elettorale.

klaus davi

Come se non bastasse, alla notizia che Klaus Davi voleva partecipare alle elezioni di San Luca, si è subito fatto avanti un sedicente partito politico, tal IdM, Italia del Meridione, con un candidato proprio, nonché un politico di Reggio Calabria che a sua volta si candiderà. Quindi è bastata la candidatura aliena di Davi per accendere una campagna elettorale che promette sorprese. Sicuramente vedremo un bel po’ di servizi girati da Davi a San Luca per “Non è l’Arena” e questo è certo un bene; per il resto spero che Davi non vinca. Spero per lui!